Ricevo e pubblico volentieri una belle lettera sulla poesia del prof. Giuseppe Cannizzaro. (Grazie)
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Gentile Professoressa,
[...] volevo solo dirle che mi sono imbattuto, per caso, in una Sua breve poesia e ne sono rimasto stupito e incantato: è fatta soltanto di verbi e sostantivi. Non c’è nemmeno un aggettivo; nemmeno uno!
È tessuta, dunque, di azioni e di cose: senza artifizi che la rendano immeritatamente gradevole o che si sforzino di darle un involucro che provi ad abbellirla.
Non ha colori, se non quelli che la fantasia di chi la legge vuol darle, ma ha le vibrazioni che le trine sonore di vocali e consonanti creano.
Ha le dilatazioni o l’acuirsi di senso che gli apici fonematici suggeriscono e che si chiariscono leggendo e rileggendo i versi: tersi, evidenti e, nel contempo, arcani.
Essi fanno riflettere sulla “tavolozza” delle parole e sulla storia da cui vengono: perché quelle e non altre; perché quel ritmo; perché quella pausa; perché quell’impasto di suoni; e perché congiunto a quel significato?
E perché quel titolo? E di quale orizzonte di senso può essere vettore un’enfasi fonematica?
Dopo l’incontro con i versi, dopo la percezione della loro bellezza e del loro nitore, resta, quando essi sono ormai nel cuore e nella memoria, un pulviscolo dorato di musica e immagini, che si spegne nel silenzio.
Grazie.
Giuseppe Cannizzaro*
*Preside del Liceo Classico “Leonardo da Vinci” e del Liceo Scientifico “A. Einstein” di Molfetta (BA)

Articolo apparso oggi su TELLUSFOLIO diretto di Claudio Di Scalzo, in Critica della Cultura

Lettura, vizio precoce: da ragazzo raccattavo i giornali unti di pesce che trovavo per strada, li facevo asciugare, li leggevo di notte (G. Bufalino)

La mia educazione sentimentale, così come il mio ancoraggio alla realtà è passato soprattutto attraverso i libri. Ho cominciato le mie letture (più o meno adulte) a circa dieci anni, in un terreno di totale indipendenza e anarchia rispetto all’età e alle proposte (quasi inesistenti) che venivano dalla scuola. I titoli li sceglievo da una rivista gratuita che ricevevo in abbonamento trimestrale per posta. Pochi fogli spillati, copertine a colori e una trama striminzita breve di tre righe. Ma bastava quello. Sui soldi degli acquisti baravo. Sono state le uniche bugie che ho detto. Ma è servito a salvarmi la vita…(l’articolo continua QUI)

MaPi

in LA SICILIA
Cultura e Società
2 novembre 2009 (p.9)

A fondo pagina un articolo di Salvo Zappulla alle “Storie minime” dal titolo “Una dimora per gli stranieri del mondo”.

La pagina del quotidiano in pdf qui: la sicilia, novembre 2009

la sicilia, maria pina ciancio
(Clicca sull’immagine per ingrandire)

Il giornale “IL SIRINO – Periodico Lucano di informazione, cultura e sport”  (agosto-settembre 2009) diretto da Salvatore Lovoi, dedica una pagina della rivista (p. 9) alla giornata di  presentazione del libro “Storie Minime” a Castrovillari.  Ringrazio ancora una volta il direttore del giornale, i relatori e i partecipanti tutti. Mapi

mapi
(clicca sull’immagine per ingrandire)

Sulla rivista “La Piazza- mensile di informazione, cultura, sport” nel numero agosto-settembre 2009 (p. 10-11)  è stata pubblicata una nota critica e  una poesia tratta da “Storie minime”.

Uno stralcio della nota  di lettura a cura del direttore Andrea Lauria di Roccanova:
“… sono soprattutto poesie semplici. Semplicità intrinseca di pathos e di emozioni forti che difficilmente prova chi non vive intensamente i nostri paesi, come fa l’autrice”.

Il giornale in formato pdf:  LA PIAZZA Agosto-Settembre 2009