Una mia intervista su Neobar-Poetry Lab a cura di Abele Longo

NEOBAR – Blog di arte e letteratura
dell’Associazione Culturale
Accademia di Terra d’Otranto (Lecce)

rubrica a cura di Abele Longo

Da dove viene la tua poesia.
Da tante cose. Non sempre i motivi che ci inducono a scrivere sono esaurientemente elencabili e chiaramente consapevoli. Potrei dire, per tentare di rispondere in qualche modo alla domanda, che  il filo conduttore della mia scrittura nasce innanzitutto dall’incontro con la Lucania, cioè con quella “terra” del sud affascinante e magica e al tempo stessa terribile e arcaica, dove dalla Svizzera sono ritornata bambina all’età di circa sette anni.

Per chi scrivi, come immagini il tuo lettore?
Non scrivo mai per un fine. Per me la scrittura è un modo di stare al mondo, un fatto mio (privato) innanzitutto; tutto ciò che ne consegue (condivisione, riconoscimento, identificazione) è un valore aggiunto, di cui ringraziare ed essere riconoscenti.

Come vivi, con te stessa e con gli altri, il tuo essere poeta?
Oggi con (conquistata) serenità, da giovane con la lacerante consapevolezza interiore della marginalità e dell’esclusione.

Come hai iniziato?
Ho iniziato alle soglie dell’adolescenza. Ricordo tra le prime composizioni una poesia giovanile sulla luna, dalla chiusa fortemente pessimistica. Fu il mio professore di filosofia a leggerla, ad apprezzarla, a consigliarmi la riflessione e il superamento dolente ed esistenziale che ne caratterizzava gli ultimi versi.

Come ti veniva insegnata a scuola la poesia, che ricordi hai?
Non ho ricordi particolarmente nitidi legati alla scuola. La passione per la poesia è nata in territori altri; un’esperienza personale e intima, completamente anarchica direi.

A chi fai leggere per primo i tuoi versi.
Quasi mai a nessuno.

Usi la penna o il computer?
Scrivo rigorosamente a mano: biro nera e comunissimi fogli bianchi. Ho bisogno di intimità quando scrivo e al computer disperdo l’ispirazione.

Quando viene di getto o è frutto di lunghe elaborazioni.
Non credo nell’estemporaneità della parola. La poesia è sempre frutto di un fermento e di una lunga riflessione interiore, seppure appaia di getto.

A parte le tue, quante poesie di altri pensi di ricordare a memoria?
Pochissime, ma sicuramente più quelle degli altri che le mie. Mi sono rimaste particolarmente dentro alcune terzine dall’Inferno di Dante.

Un consiglio prezioso da passare agli altri.
L’onestà della parola, nient’altro. Per il resto credo nel dialogo costruttivo e nella condivisione.

Un poeta su tutti.
Non saprei. Da giovanissima avrei detto Withman e Lee Masters. Ho amato la poesia americana con la stessa ardente passione di Pavese e Campana. Poi, pian piano sono arrivati gli altri, la poesia europea ed italiana e infine i poeti del Sud. Non si può vivere qui, senza aver fatto i conti, prima o poi, con quelli che sono stati i nostri padri “spirituali” della terra.

(San Severino Lucano, 19 ottobre 2010)

Riferimento all’intervista:
http://neobar.wordpress.com/2010/11/19/poetry-lab-maria-pina-ciancio/

Quei libri che mi hanno salvato la vita

Articolo apparso oggi su TELLUSFOLIO diretto di Claudio Di Scalzo, in Critica della Cultura

Lettura, vizio precoce: da ragazzo raccattavo i giornali unti di pesce che trovavo per strada, li facevo asciugare, li leggevo di notte (G. Bufalino)

La mia educazione sentimentale, così come il mio ancoraggio alla realtà è passato soprattutto attraverso i libri. Ho cominciato le mie letture (più o meno adulte) a circa dieci anni, in un terreno di totale indipendenza e anarchia rispetto all’età e alle proposte (quasi inesistenti) che venivano dalla scuola. I titoli li sceglievo da una rivista gratuita che ricevevo in abbonamento trimestrale per posta. Pochi fogli spillati, copertine a colori e una trama striminzita breve di tre righe. Ma bastava quello. Sui soldi degli acquisti baravo. Sono state le uniche bugie che ho detto. Ma è servito a salvarmi la vita…(l’articolo continua QUI)

MaPi

Uno spettacolo contro la violenza sulle donne

Consiglio di assistere allo spettacolo teatrale “Passi affrettati” di Dacia Maraini, tratto dall’omonimo libro-documento, che raccoglie toccanti testimonianze di donne ancora prigioniere della discriminazione storica e familiare http://www.passiaffrettati.it

L’iniziativa è sotenuta  da Amnesty International “Mai più violenza sulle donne” e i diritti letterari di Dacia Maraini verranno interamente devoluti a favore di donne che hanno subito violenza (il calendario degli appuntamenti è consultabile in internet).

 

LocandinaCALABRIA (1) dacia dacia mapi

Foto a sinistra Dacia Mariani, foto a destra Maria Pina Ciancio e Dacia Maraini (Cerchiara di Calabria, 18 agosto -ore 21,oo)

“Storie minime” su Tellus Folio

Su TELLUS FOLIO – Supplemento telematico quotidiano di Tellus (18-05-2009), diretto da Claudio De Scalzo, nella rubrica Scaffali Letterari è apparsa una segnalazione alle “Storie minime” (con stralci della postafazine di Sannelli e qualche testo poetico scelto).

Riferimento all’articolo:
http://www.tellusfolio.it/index.php?prec=%2Findex.php%3Flev%3D57&cmd=v&id=8931

STORIE MINIME e una poesia per Rocco Scotellaro

Carissimi amici,  vi segnalo l’uscita -in questo sesto mese del calendario gregoriano dedicato alla dea Giunone, una delle più importanti divinità femminili della mitologia romana- del mio nuovo libro di poesie, edito per i tipi della Fara Editore dal titolo “STORIE MINIME e una poesia per Rocco Scotellaro”.

La copertina del libro in pdf: coverstorieminime con bandelle

Un riferimento alla scheda del libro sul sito dell’editore: http://www.faraeditore.it/html/siacosache/ciancio.html

Con un pizzico di magia di F. A. Amendolara

VIEN DI NOTTE L’UOMO NERO
La paura del buio nella letteratura per l’infanzia
5.3 Con un pizzico di magia
di Filomena A. Amendolara

Su DADAm@g – scaffale NERO un articolo tratto dalla tesi di laurea in “Letteratura per l’infanzia di Filomena A. Amendolara, Facoltà di Scienze della formazione, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna 2004/2005” in cui l’autrice fa riferimento a un mio racconto per bambini tratto da La mongolfiera azzurra (I fiori di Campo, 2002).

Esce “Il segreto delle fragole 2009”

Segnalo l’uscita de Il segreto delle fragole 2009, l’agenda poetica dal tema “marginalità e confine” curata da Lino Angiuli e Ivan Fedeli per la casa editrice Lietocolle.
I curatori hanno selezionato 60 autori i cui testi, insieme con quelli di altri 26 poeti – invitati o scelti con riferimento alla loro esperienza poetica e alla “condizione” da essi rappresentata in relazione al nucleo tematico indicato – costituiscono la tela poetica in cui il lettore potrà avvolgersi per l’intero anno a venire, condividendo un calore nuovo con chi vive al margine del giorno.
Tra le poesie selezionate c’è anche un mio testo poetico, che figurerà tra le pagine del mese di novembre 2009 (Ci impuntiamo talvolta – di M. P. Ciancio)

Questo è il link della LietoColle, su cui poter leggere la selezione finale di tutti gli autori che faranno parte de “Il segreto delle fragole” ed. 2009:

Per aquistare l’agenda (e per farvi o fare un regalo) clicca invece su:

http://www.lietocolle.info/catalog/product_info.php/products_id/615

Sul blog -VDBD una lettura a “Il gatto e la falena”

GABRIELLA GIANFELICI legge Maria Pina Ciancio
Novembre 16, 2007

Blog colletivo di scritture creative
VDBD-
Via delle belle donne

Queste tre poesie di Maria Pina Ciancio, tratte da “Il gatto e la falena”, Tipografia L’Aquilone, Potenza 2005 – Premio Parola di Donna 2003 – contengono tutte le bellezze e i pregi dei versi di Mapi: l’avanzare delle situazioni e il conseguente smarrimento, la naturale propensione al verso asciutto e integro allo stesso tempo, la parola come prova di profondità incantevole.

“Il canto delle cicale” resiste solo un giorno e anche Mapi affonda ma non nel vuoto ma nella ricerca, e ne “il vincolo del volo” il peso non esiste più, abbiamo in tasca i versi di un poeta e andiamo, anche se delusi, amareggiati e senza amore.
Ma quei versi ci salveranno. Come ci aiuta a vivere la poesia di Maria Pina, grazie!

Gabriella Gianfelici