Presentazione dell’Antologia “Il rumore delle parole”

il rumore delle parole, linguaglossa
Il prossimo giovedì 16 aprile alle ore 17,30 presso la sede della FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori, piazza Augusto Imperatore, 4) avrà luogo la presentazione romana de “Il rumore delle parole” 28 poeti del Sud a cura di Giorgio Linguaglossa (EdiLet – Edilazio Letteraria). Interviene, oltre al curatore, Letizia Leone.

I 28 poeti presenti nell’antologia: Sebastiano Adernò, Valentino Campo, Luigi Celi, Rossella Cerniglia, Maria Pina Ciancio, Carlo Cipparrone, Fabio Dainotti, Marco De Gemmis, Fortuna Della Porta, Giuseppina Di Leo, Francesca Diano, Michele Arcangelo Firinu, Maria Grazia Insinga, Abele Longo, Eugenio Lucrezi, Marco Onofrio, Aldo Onorati, Silvana Palazzo, Marisa Papa Ruggiero, Giulia Perroni, Gino Rago, Lina Salvi, Daniele Santoro, Ambra Simeone, Francesco M. T. Tarantino, Raffaello Utzeri, Adam Vaccaro, Pasquale Vitagliano.

Antologia, Il rumore delle parole – 28 poeti del Sud

AA.VV. Il rumore delle parole - 28 poeti del Sud, Edilet 2014

AA.VV. Il rumore delle parole – 28 poeti del Sud, Edilet 2014

E’ uscita l’Antologia a cura di Giorgio Linguaglossa “Il rumore delle parole – 28 poeti del Sud” Edilet  (pp. 284, € 18)  che ospita gli scritti di alcuni poeti del Sud Italia: Sebastiano Adernò, Valentino Campo, Luigi Celi, Rossella Cerniglia, Maria Pina Ciancio, Carlo Cipparrone, Fabio Dainotti, Marco De Gemmis, Fortuna Della Porta, Giuseppina Di Leo, Francesca Diano, Michele Arcangelo Firinu, Maria Grazia Insinga, Abele Longo, Eugenio Lucrezi, Marco Onofrio, Aldo Onorati, Silvana Palazzo, Marisa Papa Ruggiero, Giulia Perroni, Gino Rago, Lina Salvi, Daniele Santoro, Ambra Simeone, Francesco M. Tarantino, Raffaello Utzeri, Adam Vaccaro, Pasquale Vitagliano. La prefazione al libro è di Giorgio Linguaglossa (scrittore e critico letterario)

“Storie minime” vince il Concorso Internazionale di Poesia della Migrazione “Attraverso l’Italia 2014“

storie minime

La giuria del Concorso Internazionale di Poesia della Migrazione denominato “Attraverso l’Italia” ha assegnato il Primo Premio per la sezione Opere edite alle “Storie minime e una poesia per Rocco Scotellaro”  (Rimini, Fara, 2009).

Il comunicato stampa con i risultati del concorso qui: comunicato stampa definitivo

Pierino Gallo su le “Storie minime”

da IL FIACRE N.9
Quadrimestrale di Letteratura Italiana
Settembre 2009 – numero 6

Mi abitano i paesi spopolati/e il vento//la luce che scorre in un istante/e frana nella crepa dei calanchi//nella carne. Ancora “abitano”, dunque, “incidono”, “riallacciano”… e fanno scrivere versi. Non per un cardarelliano Homo sum, bensì per un’inconfondibile vocazione alla poesia delle piccole cose, dell’arcaicità, dei gesti. Questo, il nuovo itinerario di Maria Pina Ciancio, Storie minime e una poesia per Rocco Scotellaro, Fara Editore, Rimini, 2009. E vi si entra piano, come a voler chiedere di abitare coi versi, forse per timore di sgualcirne l’incanto o per il dubbio scontato di restarne incagliati. Ebbene, l’incanto arriva presto, ed è quello della parola, performativa, rituale, conativa, e pur sempre fortemente icastica. La poetessa lo sa e ci accompagna nel viaggio; la paura è che I cartelli stradali sono tutti uguali stanotte e la piaga dell’assenza gela il cuore. Assenza di uomini e donne sradicati alla terra e proiettati sul mare per tragitti di sogni, quelli evaporati …di valigie di cartone cotte al sole (da Partenze). L’emigrazione, il silenzio, le speranze spezzate attraversano dunque lo spazio liminale dell’oceano e, con esso, quello della pagina, bianco, rugoso. Così che solo di ombre può nutrirsi chi resta ed osserva. Poi il sentimento del vuoto si fa distaccamento, rottura e dall’anima di chi scrive passa a disegnare la forma del verso, tanto che il “frammento”, costante crepuscolare del non-senso, diventa imperante in molti luoghi testuali (frammento di Primavera, frammento d’Inverno, frammento d’Estate, pp. 24-25). E’ in un bellissimo esempio di correlativo oggettivo che si coglie appieno un siffatto pensiero: E’ nella crepa grande/quella priva di intonaco e calce/che il cedimento talvolta arriva…Si sono spaccate le tegole rosse (p. 30).
Meravigliose vette artistiche si raggiungono, infine, ne Una poesia per Rocco Scotellaro: Se non ti addormenti figlio posso raccontarti/la storia di un poeta che morì a trent’anni/e che a venti era già sindaco di paese/con il cuore rosso e l’anima di un padre (p. 39). La vita rimane, imponente e affaticata mole di abbracci, consolazioni, sguardi, ricordi… Poiché è nel ricordo che rivive la carne, nel ricordo che scrivono i “grandi” ed affondano gravide penne, ricolme d’inchiostro. Per scrivere storie o, meglio, la Storia. Di un sud o dei sud, della terra o del cuore.

Pierino Gallo

Riflessioni sulle “Storie minime” di G. Pugliese

13 settembre 2008

Carissima Maria Pina,

con piacere ho letto il tuo libro e con maggiore gratitudine  ti scrivo per qualche riflessione schietta, sincera e sentita sulle tue Storie minime. Ti partecipo subito la mia approvazione per la poesia a Rocco Scoltellaro, il quale tanto si è battuto per la nostra “Terra” e grande è il mio apprezzamento per la sua opera essendo io un Agronomo e quindi ho il motivo e il mordente di seguire un po’ le vicissitudini che l’agricoltura è costretta a subire.

A parte questo mio breve commento su Scotellaro, ti vorrei subito partecipare il mio forte apprezzamento per le tue Storie “MASSIME” in quanto denunciano con responsabilità tutto quello che purtroppo nella nostra regione non va.

Penso che questo lo dobbiamo fare un po’ tutti per ritrovare l’ “alba”  che aspettiamo da tempo. Io ti ho conosciuto di persona. E la forte sensibilità che hai dimostrato nel tuo lavoro, l’ho ritrovata passo passo nel tuo libro, dove con schiettezza e in alcuni casi con versi duri e sensibili hai denunciato le cose così come stanno, senza se e senza ma.

Un altro insegnamento importante che secondo me hai dato a noi lettori è che non bisogna arrendersi, ma bisogna lottare e andare avanti, così come d’altronde ci ha insegnato la letteratura di Rocco Scoltellaro.

Leggendo il tuo libro, veramente ho fatto una riflessione sul tessuto economico e sociale della nostra regione. E quello che più mi viene spontaneo dirti è che in questa regione ci sentiamo un po’ tutti arrivati forse senza essere mai partiti.

In questa regione abbiamo bisogno ancora di crescere molto. Ma soprattutto dal punto di vista culturale. Perché nella battaglia di Rocco Scotellaro c’era anche un riscatto di ordine sociale ed economico, ma il tutto doveva avvenire in un contesto di cambiamento culturale.

Solo così ci potrà essere per la Basilicata un viaggio di ritorno e non di sola “andata”.

(…)

Con sincera amicizia e stima

Giuseppe Pugliese