Ci sono momenti

Ci sono momenti in cui la vita stessa ci chiede di fermarci e si prende delle pause e dei silenzi, quelli dimenticati e di cui non sappiamo più godere. Facciamo buio, facciamo ascolto, facciamo pace dentro. Tocchiamoci il cuore, le mani, gli occhi come una cosa nuova. Ascoltiamo il vento, la pioggia, la foglia che cade. Ascoltiamo il silenzio che ci fa creature piccole, fragili, ma ci restituisce il senso di appartenenza a noi stessi. Insegniamolo ai giovani. Lasciamogli questa possibilità, non rinviamola a domani.

2 marzo 2020

Rughe del silenzio

La luce si è fatta bianca, quasi argentea e alcuni corvi neri si aggirano gracchiando sopra le nostre teste. Siamo tra Senise e Sant’Arcangelo in mezzo alla creta polverosa e arsa dei calanchi. Percorriamo una stradina che a destra della provinciale scende giù fino all’invaso di Monte Cotugno. Hanno una scorza dura e argentea i calanchi, come la pelle squamosa e rinsecchita di un serpente. Qui la vegetazione è al limite della sopravvivenza. Qualche fiore sparuto, un cespuglio di bacche rosse e cardi enormi ovunque. Sul bordo dell’asfalto si diramano radici scoperte e rami polverosi di piante rampicanti. Mentre scendiamo ci sono rifiuti sparpagliati lungo le cunette e a tratti terribili olezzi di materiale in decomposizione. Degrado e abbandono. E queste cose vanno dette. Proseguiamo tra rabbia e rassegnazione. Tra bruttezza e fascino poetico. In mezzo alle “sculture mammellari” dei calanchi, tra queste rughe del silenzio e della memoria antica.

Ott. 2014