Una lettera di Gina Labriola sulla mia poesia

da una vecchia mail del 29/03/2002 ore 20:01

su ITINERARI”

Ero in autobus, e ho sbagliato itinerario leggendo i tuoi versi.

Che dirti? Un aggettivo mi è venuto in mente mentre leggevo: è una poesia “atomica”.

L’atomo, dicevano, è indivisibile, una cosa piccola…ma dentro c’è tutto un universo, e una forza che si puo’ sprigionare, un’energia vitale.

Lucania e madre, utero e baratro, questa terra che amiamo e odiamo: che posso dirti? Sono andata a zonzo (nell’autobus), e ogni tanto mi fermavo con il libricino (ino per la mole) in mano e (credo) la bocca aperta, incurante dei passanti che mi guardavano curiosi.

L'”atomo” ha dentro una forza che brucia…

(…) Preparo una mezza cena e poi mi metto a letto e leggo, cioè, riprendo a snocciolare bellissimi atomi, da cui si sprigiona tutto:  canti, odori, suoni, amore e dolore, ma tutto chiuso e segreto: cioè, magico.

I boccioli ti permettono solo di indovinare il profumo e il colore di SENTIRE.

GRAZIE!

A prestissimo

Gina

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