Il gatto e la falena, ex-libris di Roberto Matarazzo

ex-libris-2007

Celo Amicale in A (ex-libris di Roberto Matarazzo)

Ho ricevuto oggi questo bellissimo dono-omaggio dall’amico pittore Roberto Matarazzo. Un ex-libris prezioso che accompagna, personalizza e rende unica la copia. n.54 de Il gatto e la falena.
Sensualità e inconscio.
Equilibrio e armonia.
Un foglio colorato, dai motivi leggeri e spirituali di ispirazione e intuizione empatica.
Una traccia interiore.
Con amicizia e affettuosa stima a Roberto per la passione, la creatività e l’incontro “amicale”.
Grazie. Mapi

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Sul blog -VDBD una lettura a “Il gatto e la falena”

GABRIELLA GIANFELICI legge Maria Pina Ciancio
Novembre 16, 2007

Blog colletivo di scritture creative
VDBD-
Via delle belle donne

Queste tre poesie di Maria Pina Ciancio, tratte da “Il gatto e la falena”, Tipografia L’Aquilone, Potenza 2005 – Premio Parola di Donna 2003 – contengono tutte le bellezze e i pregi dei versi di Mapi: l’avanzare delle situazioni e il conseguente smarrimento, la naturale propensione al verso asciutto e integro allo stesso tempo, la parola come prova di profondità incantevole.

“Il canto delle cicale” resiste solo un giorno e anche Mapi affonda ma non nel vuoto ma nella ricerca, e ne “il vincolo del volo” il peso non esiste più, abbiamo in tasca i versi di un poeta e andiamo, anche se delusi, amareggiati e senza amore.
Ma quei versi ci salveranno. Come ci aiuta a vivere la poesia di Maria Pina, grazie!

Gabriella Gianfelici

D’Alessio su “Il gatto e la falena”

da FARA NEWS
mensile di informazione culturale
n. 91 – luglio 2007

Editoriale: La poesia come cura (oltre il sé verso il mondo e oltre)

Questo numero si apre con un lungo e stimolante saggio di Viviana Scarinci che ci parla della Nascita del poeta a partire dal mito di Orfeo (ovvero, secondo un’etimologia a base fenicia, Colui che guarisce con la luce). Abbiamo poi inediti veramente interessanti di Claudio Pagelli (“siamo fatti per essere muti / come i fiori, a che serve, mi chiedi,la parola / se un gesto già racchiude il mare…”, Enrica Musio (”Le vie delle nuove case difronte a me studio, / gli sguardi della gente / la mia mancanza di fiato / finestre sfuocate / il pensiero della parola che non vedo…”), di Johan Pesaresi in primissima uscita pubblica con versi che sono un vero e proprio incontenibile flusso di coscienza (“l’animo corre lontano.. / quando t accorgi ke si muove / esso è già all’orizzonte / guarda avanti.. / e sorride.. / ma nn a te..”; grazie ad Alex Celli per averceli proposti) e di Costantino Loprete (“e tutti cercano il nome / la panacea, che impedì il futuro”). Abbiamo anche una empatica recensione di Vincenzo D’Alessio a Il gatto e la falena di Maria Pina Ciancio ( “Portatemi via tutto / (i sogni, l’anima, la felicità) / ma lasciatemi in segreto / la parola per ricominciare”). Padre Bernardo ci offre infine una intensa meditazione lucana (“non può esistere una società, una cultura, un sistema politico capace di capire fino in fondo la novità di Cristo”).

*

“Alla mia gente / e ai miei luoghi / discreti e imperfetti che profumano a sera di malva e rosmarino” sono le parole in epigrafe alla raccolta “Il gatto e la falena” della lucana Maria Pina Ciancio. Una raccolta poetica arricchita da perfetti disegni del pittore Cosimo Budetta già noto per altri volumi pubblicati con autori famosi – a noi piace ricordare ‘La legge del cortile’ in collaborazione con Gianni Rodari.
Versi molto complessi, assordati da un silenzio che ruota vorticosamente come una falena, invisibile ma persistente, che chiede comprensione, dialogo intenso affidato più agli occhi che alla bocca.
Ho trovato impervia la strada che conduce alla forza della costruzione poetica, poiché il verso è contratto da una forza generatrice di sé stesso tanto forte da sembrare d’inciampo:  “Una notte d’inchiostro / non basta a cambiare la vita” (p. 7); “Ho gli occhi freddi / di parole riscritte / fino all’asrazione / dell’incomprensione” (p. 52).

*

Il titolo delle poesie, per la maggior parte, è esso stesso parte della composizione. Gli ossimori, le pause, le ripetizioni tematiche, formano uno spartito che “il gatto”, tanto amato dai poeti, contende alla “falena” piccola, leggera ed estremamente vivace, il solfeggio di un mutamento ancestrale della parola verso una formulazione più ampia, più corposa, desiderosa di superare “la notte”, “la sera”, “il buio”, “il tramonto”, insomma tutto quello che oggi sembra comporre il finito.
C’è l’aspirazione all’infinito enunciato nella epigrafe apposta alla raccolta e ripetuta in questi versi: “Portatemi via tutto / (i sogni, l’anima, la felicità) / ma lasciatemi in segreto / la parola per ricominciare” (p. 26).

Oggi tutto quanto appartiene alla poetessa Ciancio è “discreto”, saporoso come la malva e il rosmarino, piante dai forti sapori ed umori, tracce di un Mediterraneo che va scomparendo verso una sera che nessuno di noi, meridionale, vorrebbe si realizzasse. Ma le forze in campo non sono solo quelle della poesia.
Vorrei accostare questa poetica a quella di altre poetesse contemporanee ma l’originalità che persegue non mi consente facili accostamenti. Credo nell’originalità di questa ricerca del versificare avvicinandola a quella di poeti nazionali che hanno avviluppato le loro radici nel meridione: Alfonso Gatto, Leonardo Sinisgalli, Teresa Armenti, Emilia Dente.
So che la critica ad una raccolta tanto significativa, come è un’opera prima, è veramente difficoltosa. Vorrei augurarmi di essere tra quelli che hanno fatto levare quel vento dolce del sud e fanno dire alla nostra autrice: “ (…) Quando inciampo / all’ombra del mio cappello / e non so dirvi più chi sono // sono sempre io” (p. 59).

Vincenzo D’Alessio

Maria Pina Ciancio, Il gatto e la falena (Premio Parola di donna), La bottega della stampa 2007

La narrazione del vivere con gli occhi di una donna

da LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
Cultura e Spettacoli, lunedì 23 aprile 2007

L’ultimo lavoro della scrittrice Maria Pina Ciancio

«Il gatto e la falena è un’altra opera che arricchisce e definisce, per certi versi, il percorso poetico di Maria Pina Ciancio e preannuncia un punto di svolta che vedrà evolvere la sua poesia nella già nota prosa poetica, dall’impianto sempre coraggiosamente lirico. Con questi versi perfetti e puliti, spogliati sulla pagina come l’ultimo frutto amaro di un viaggio sempre teso verso Sud, il frammento compie la sua funzione più estrema, lucida e a tratti psicoanalitica, traducendosi in una breve e rarefatta narrazione del vivere il mondo, il tempo e i luoghi con la prerogativa dell’essere donna.
Un viaggio iniziato da lontano e diretto al cuore delle cose, un orientamento sensibile che ne scopre e apre il senso fino a svelare il limite drammatico delle parole a cui il verso si aggrappa come ad ideali violati “Una fuga incognita e banale / per non scivolare ancora / dentro parole consumate e ambigue / chiuse in un transfert / divorante all’indietro”. Un manifesto femminile, dolce e spietato per la sua verità taciuta e urlata in poche pregevoli pagine, dove si aprono disorientamenti e conflitti prospettici fra un sentire e un esserci, e si cercano approdi in evoluzioni di spazio e movimento “Mi arrendo alle parole / sui sentieri / battuti dall’inverno/ ora che sale il giorno / e lo stormo prosegue / verso Sud.” Poesia ancora una volta decisa, verticale, vertiginosa, potente come fuso magmatico che trova consistenza e approdo in pochi rocciosi versi. Nucleare e autentica gioca a completarsi con titoli che a volte hanno la funzione dell’arciere, altre quella del bersaglio, procede con metafore vive generate da un silenzio sacrale, capace di dare voce alle contraddizioni di un tempo, di una generazione sempre in bilico fra l’andare e il restare, di una cultura saggia e incosciente allo stesso tempo, che vorrebbe spiccare il volo come una falena nella notte sui calanchi d’estate o rincorrere la leggerezza sempre perduta come un gatto steso sotto ad un sole violento. Ancora una volta grumi di vita e di storie ancestrali ci giungono da quest’autrice, verso cui non resta altro da fare che porgere il nostro sguardo più attento e il nostro ascolto più intimo.

Maria Luigia Iannotti

Segnalazione articoli

Vi segnalo due articoli che sono usciti in questi giorni su Il gatto e la falena. Uno è di Teresa Armenti e lo troverete su Lucanianet.it all’indirizzo
http://www.lucanianet.it/?p=1343
l’altro è di Maria Luigia Iannotti e lo troverete su LucaniArt Sguardi all’indirizzo
http://lucaniartarticoli.blogspot.com/2007/04/con-la-lettura-de-il-gatto-e-la-falena.html

Tra le parole i (di)segni di Cosimo Budetta

IL GATTO E LA FALENA_ I disegni all’interno e sulla copertina sono stati realizzati dall’amico e pittore Cosimo Budetta con tecnica a china. Il sito web di Cosimo, che vi invito a consultare perchè ricco di grande spessore culturale e di tante belle iniziative, si trova all’indirizzo web www.cosimobudetta.it
Cosimo Budetta, nato a Salerno nel 1939, vive ed opera tra Pontecagnano (SA) e Agromonte (PZ). È tra i fondatori del laboratorio “Dadodue” di Salerno e uno dei promotori del “Gruppo di ricerca” di Pontecagnano. Si interessa di pittura, grafica, e libri d’artista. È l’autore di libri illustrati per l’infanzia ed esperto di Tangram. Collabora a giornali e riviste, quali: “C’era due volte…”, “Scuola e didattica”, “Il giornale dei bambini” e “Riforma della scuola”. Ha realizzato libri d’artista insieme a Giuliani, Sanguineti, Loi, Lunetta, Pignotti, Dorfles, Munari, Pagliarani, e Barberi Squarotti.Si sono interessati al suo lavoro: G. Pedicini, M. Bentivoglio, L. Di Pierro, G. Celli, A. Uliano, A. Granese, T. De Mauro, G. Luzzi, C. De Luca, C. Ruju, F. Solmi, F. Bernardini, G. De Marco.

La grafica del libro è stata curata invece dalla straordinaria professionalità e sensibilità di Francesco De Rosa – L’Aquilone.
Grazie ad entrambi! Mapi

Il senso delle parole tra limite e bisogno

La poesia è l’esperienza di una soglia/ dello stare nei difficili confini/ del chiaro e dello scuro (M. P. Ciancio)

STANZA 2211
Inciampo tra i fogli
pesanti e accartocciati
nella stanza
Una notte d’inchiostro
non basta a cambiare la vita
fino a ieri

*

IL POETA SCALZO
Sotto la luce nudo
spoglio come un melo
attraversato da rughe
verticali

*

LA PAROLA PER RICOMINCIARE
Portatemi via tutto
(i sogni, l’anima, la felicità)
ma lasciatemi in segreto
la parola per ricominciare

*

ARABESCHI DI PAROLE
Andare o restare
Possibilità di scegliere
fin dove arrivano arabeschi di parole

*

IL DESTINO DELLE PAROLE
Il destino delle parole
è morire senza storia
e senz’anima
schiacciate tra le pareti bianche
dei ricordi
dove riscrivo memorie
pregando senza saperlo

*

LA PAROLA ASSENTE
Ho gli occhi freddi
di parole riscritte
fino all’astrazione
dell’incomprensione

*

LA CODA DEL SERPENTE
La scrittura è un compromesso tra una libertà e un ricordo…
Una fuga
(incognita e banale)
per non scivolare
ancora dentro parole
consumate e ambigue
chiuse in un transfert
divorante all’indietro

[Sulla scrittura]
C’è in questi versi tratti da “Il gatto e la falena” un bisogno di riflessione sul linguaggio e sul senso della parola, che da una parte nega, perchè abusata, soggetta a fraintendimenti ed incapace di esprimere l’essenza fino in fondo, e dall’altra salva; in un’oscillazione continua tra LIMITE e BISOGNO che confesrisce al testo tensione e dinamismo.

http://viadellebelledonne.wordpress.com/2007/11/24/il-senso-delle-parole-tra-limite-e-bisogno-di-maria-pina-ciancio/

Ultimo appuntamento in Pinacoteca Provinciale a Potenza

da LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
Cultura e Spettacoli, mercoledì 11 aprile 2007

«Dal silenzio alla parola» Maria Pina Ciancio chiude «Mani di donne»

Si è conclusa ieri nella Pinacoteca Provinciale a Potenza la serie di incontri con autrici lucane, curati da Lorenza Colicigno, nell’ambito dell’iniziativa «Mani di donne», voluta dalla Provincia di Potenza. L’ultimo incontro con Maria Pina Ciancio, scrittrice di San Severino Lucano. Lorenza Colicigno ha ricondotto il tema della serata, «Dal silenzio alla parola», ad alcuni versi di Antonia Pozzi: «Oh le parole prigioniere/ che battono furiosamente/alle porte dell’anima». In questo discorso ben si inseriscono le poesie di Maria Pina Ciancio, tratte da «Il gatto e la falena» (Tipografia L’Aquilone, Potenza), premio Parola di Donna 2003, giunto solo oggi alle stampe.
Questo libro, impreziosito dai disegni di Cosimo Budetta, si apre ad ogni pagina con la certezza di iniziare un dialogo, le cui ragioni nascono dal silenzio, dagli abissi dei calanchi, dai meli o dai rovi, oltre l’orlo di un dirupo, per «svelenire la malinconia» e inabissarsi nel sogno, ma soprattutto per ricominciare a pronunciare parole, anche rischiando, per incomprensione, di imbattersi nuovamente nel silenzio. Tra le parole di Maria Pina Ciancio e i segni di Cosimo Budetta c’è dolore e amarezza, in un percorso fatto di parole asciutte e di molte pause, ma più nel fondo, nel profondo dell’anima, affiora l’amore per la propria terra e un senso di appartenenza antica e mai delusa, fatta di memorie sparute, tuttavia sufficienti a farsi promessa e speranza.
«”Il gatto e la falena” rappresenta nel mio percorso di scrittura uno spartiacque importante – ha detto Maria Pina Ciancio – tutto teso a rintreacciare un punto di accordo tra sè e il mondo, tra la realtà e la scrittura. È un testo dinamico in cui la parola esprime una carica forte e violenta di vissuto». La voce di Isabella Urbano e le note del violino di Emanuela Sabatiello hanno ben interpretato la poetica di Maria Pina Ciancio, comunicando ai presenti la forza emozionale delle parole che nascono dal silenzio.

Lorenza Colicigno

Lo spazio e la scrittura 2007

Lo spazio e la scrittura 2007
10 Aprile – Dal silenzio alla parola
Incontro con Maria Pina Ciancio
Letture da Il gatto e la falena, di M. P. Ciancio, L’aquilone, Potenza 2005
Lo spazio della scrittura.
Voce di Isabella Urbano. Violino di Emanuela Sabatiello.
Pinacoteca Provinciale di Potenza , ore 17.00

(foto)

Iniziativa inserita all’interno della manifestazione “Mani di donna” promosssa dal Comune e dalla Provincia di Potenza

Mani di Donna 2007

Inizia oggi, lunedì 12 marzo 2007, e terminerà il 15 aprile prossimo, il ciclo di appuntamenti organizzato dalla Provincia di Potenza nell’ambito della Rete della Cultura, dal titolo Mani di Donna. La creatività femminile in mostra attraverso le opere di scrittura, scultura e artigianato artistico che troveranno ospitalità alla Pinacoteca provinciale di Potenza.
Le sezioni e le protagoniste dell’iniziativa sono:
La penna: Maria Teresa Imbriani, Anna Maria Riviello, Loredana Pietrafesa e Maria Pina Ciancio
Il filo: Caterina Padula e Annangela Lovallo
La creta: Giuseppina Lichinchi, Teresa De Luca e Capozzi ceramiche artistiche; L’oro: Manuela Telesca La carta: Fausta Bruno
Il vetro: Carla D’Andrea
L’inaugurazione della mostra si svolgerà lunedì 12 marzo, alle ore 17 presso la Pinacoteca Provincia di Potenza. Saranno presenti il curatore della mostra Rino Cardone, la curatrice della sezione “La penna”, Lorenza Colicigno, la consigliera di Parità della Provincia di Potenza, Liliana Guarino, e il presidente della Provincia di Potenza, Sabino Altobello.

“Il gatto e la falena” vince il Premio Parola di donna 2003

La silloge inedita Il gatto e la falena vince la III EDIZIONE DEL PREMIO LETTERARIO ON-LINE Parola di donna 2003.
Presidente della giuria è Lorenza Colicigno.
I componenti della giuria sono Lorenza Colicigno, Claudio Elliott, Enzo Mori, Raffaele Nigro, Beatrice Nolè.
Il Premio si svolge sotto il Patrocinio del Comune di Potenza, della Provincia di Potenza, del Laboratorio Scriptavolant.

MOTIVAZIONE DEL PREMIO
La silloge lirica “Il gatto e la falena”, attraverso impressioni ora sfuggenti ora concretissime e immagini rapide, offre le chiavi per interpretare il mondo interiore dell’autrice. Il linguaggio e lo stile lasciano cogliere una ricerca pervenuta a sicuri traguardi espressivi.
Il premio consiste nella stampa di cinquecento copie della silloge nella collana “Quaderni di Scriptavolant”

http://www.paroladidonna.net/Premio03/PremazioneLetterario03.htm