La narrazione del vivere con gli occhi di una donna

da LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
Cultura e Spettacoli, lunedì 23 aprile 2007

L’ultimo lavoro della scrittrice Maria Pina Ciancio

«Il gatto e la falena è un’altra opera che arricchisce e definisce, per certi versi, il percorso poetico di Maria Pina Ciancio e preannuncia un punto di svolta che vedrà evolvere la sua poesia nella già nota prosa poetica, dall’impianto sempre coraggiosamente lirico. Con questi versi perfetti e puliti, spogliati sulla pagina come l’ultimo frutto amaro di un viaggio sempre teso verso Sud, il frammento compie la sua funzione più estrema, lucida e a tratti psicoanalitica, traducendosi in una breve e rarefatta narrazione del vivere il mondo, il tempo e i luoghi con la prerogativa dell’essere donna.
Un viaggio iniziato da lontano e diretto al cuore delle cose, un orientamento sensibile che ne scopre e apre il senso fino a svelare il limite drammatico delle parole a cui il verso si aggrappa come ad ideali violati “Una fuga incognita e banale / per non scivolare ancora / dentro parole consumate e ambigue / chiuse in un transfert / divorante all’indietro”. Un manifesto femminile, dolce e spietato per la sua verità taciuta e urlata in poche pregevoli pagine, dove si aprono disorientamenti e conflitti prospettici fra un sentire e un esserci, e si cercano approdi in evoluzioni di spazio e movimento “Mi arrendo alle parole / sui sentieri / battuti dall’inverno/ ora che sale il giorno / e lo stormo prosegue / verso Sud.” Poesia ancora una volta decisa, verticale, vertiginosa, potente come fuso magmatico che trova consistenza e approdo in pochi rocciosi versi. Nucleare e autentica gioca a completarsi con titoli che a volte hanno la funzione dell’arciere, altre quella del bersaglio, procede con metafore vive generate da un silenzio sacrale, capace di dare voce alle contraddizioni di un tempo, di una generazione sempre in bilico fra l’andare e il restare, di una cultura saggia e incosciente allo stesso tempo, che vorrebbe spiccare il volo come una falena nella notte sui calanchi d’estate o rincorrere la leggerezza sempre perduta come un gatto steso sotto ad un sole violento. Ancora una volta grumi di vita e di storie ancestrali ci giungono da quest’autrice, verso cui non resta altro da fare che porgere il nostro sguardo più attento e il nostro ascolto più intimo.

Maria Luigia Iannotti

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