Maria Pina Ciancio di origine lucana è nata a Winterthur (CH) nel 1965. Si è laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Salerno; vive e insegna nella sua terra d’origine.
Ha pubblicato Testualità e interpretazione ne “Il nome della rosa” con prefazione di Luigi Reina (1992); La danza nel silenzio (Ed. Ermes, 1996); Legionari di frontiera (Premio Nazionale Histonium, 2002); La mongolfiera azzurra (I fiori di Campo, 2002), Itinerari (CARM – Centro Arti e Ricerche Meridionali, 2002); Donne e Duetto due libretti d’artista a tiratura limitata con la collaborazione artistica di Cosimo Budetta (Ed. Ogopogo, 2002); La Madonna del Pollino – Festa e devozione popolare (Il Coscile, 2004); Il gatto e la falena, Primo Premio “Parola di donna” (2007); La ragazza con la valigia (Ed LietoColle, 2008 ) premio “Prata Poesia 2008″: Storie minime e una poesia per Rocco Scotellaro (Fara Editore, 2009).
È presente in diverse antologie e cataloghi letterari, tra gli ultimi Il segreto delle fragole, LietoColle 2009 / 2010, Paesaggi, Aljon Editrice 2008 ; Retroguardie, Ed. Limina Mentis 2009; Taggo e ritraggo, LietoColle 2010; Verba Agrestia, LietoColle 2010; Orchestra (a cura di Guido Oldani) LietoColle 2010. Suoi scritti e interventi critici sono pubblicati su riviste e quotidiani regionali e nazionali.
Presidente dell’Associazione Culturale LucaniArt, coordina su internet un blog sul romanzo e la poesia in Basilicata.
Contatti: mpina.c(AT)tiscali.it
SCRIVE PER PASSIONE E INVIO PER CASUALITA’ AFFINCHE’ ANCHE SOLO UN VERSO ATTECCHISCA NELLA COSCIENZA COLLETTIVA UN ABBRACCIO DI CUORE CON STIMA GIUSI PONTILLO…
Incontreranno le selve gli indomiti cavalli e sproneranno zoccoli sul selciato
Incontreranno le selve
Gli indomiti cavalli
E sproneranno zoccoli sul selciato
“Non saranno uomini Veri questi…
Ma muli testardi
Della guerra medievale.
Ora l’uomo ..
Sarebbe un guizzante stalliere
Che corre verso mete lontane
E non si accorge
Di aver perso gli zoccoli alati.
Le piazze di Paese hanno l’odore
Di muffa
E il silenzio dell’abbandono
Ti penetra nelle ossa.
Torneranno ancora …credo
Gli innocenti dalla guerra e forse
Saranno loro
L’era del terzo millennio!
Verrà un raggio di sole sui volti scarniti della gente
Vèrrà un raggio di sole
Sui volti scarniti della gente
E d’incanto tuoneranno i ricordi.
Fluiranno dalle tenebre
Come cascate di brina
E avranno il sapore del vissuto.
Calpesteranno aiuole di fango
Prima di arrivare prorompenti
Dentro la tua casa.
Verranno come volti scarniti
Alla tua tavola
E grideranno
Fette di pane per l’anima
Mentre la cenere
Scoppietta nel camino
E capirai cos’è la vita:-
“ Se non un affanno a sfamare le tue origini.”
Prati fabula di sincronismo d’amore
Non saranno i passeri
Che tornano a emigrare
Quei prati di Fabula di sincretismo
D’amore
Ne il garrire delle rondini
A stormi che corrono
Sempre verso l’Estate dell’Eterno.
Non saranno i modelli
I ricordi
La famiglia
A reprimere il mio volo
Verso Dio
Ma quel “prato” visto
Al principio della mia forma
La missione del mio vivere.
Su questa terra.
Le trepide gallinelle fiorite
Le trepide gallinelle fiorite
Pigolano nei campi
E il sole si staglia
Lungo i confini della masseria.
Il cane abbaia e scodinzola
Felice negli occhi accesi del padrone
E la “Primavera” ritorna
Nella madia di campagna
Traboccante
Di pane fresco e profumato.
Gli alberi fioriti
Diventano bomboniere
D’amore e tutto scorre
Senza tempo
Colora i viali di essenze
E planetario e felice
È quel attimo di silenzio
Stratosferico.
La Lucania d’Autunno
La Lucania d’Autunno
Si colora di pastelli
E l’immaginario
Attinge a lunghe distese
Di spalliere di grappoli di vite.
Scandagliate culture mescolano
Traboccanti boccali di vino
E Scendono a valle
I ruscelli del tempo.
I giovani
“ubriachi “di affetti perduti
Brindano a una
Una Patria incerta
E priva di valori.
La poetica del sogno
Ti ho concepita in riva al mare
Poetica del sogno
Muta nelle parole
Muta nella razionalità
Quasi di istinto celestiale.
Ti ho bevuta
Ti ho svestita di superfluo
E abbellita di stilnovo.
Taci ancora spaventata
Nei dipinti del dio Bacco.
E sorridi al petto e al cuore
Che romantico e romanticismo
Sono decaduti;
Povero decadentismo
Dell’estetica sopravvissuta.
Quando arriva l’Autunno
Quando arriva l’Autunno
La nebbia offusca i ricordi
Mentre l’albero maestro
Domina l’Essenza;
“Quanto arriva “l’Inverno”
Del presente vissuto
E’ dolce scoprire
I campi della tua origine
In fiore”
E la terra abbandonata
Ai ricordi.
Quando arriva la Primavera
È solamente il vincolo del mentale
Che dona rugiada
Alla realtà del luogo
È solamente l’ Universo
Che brilla di stelle
E non di meteore cadute,
E solamente un angolo
Di Paradiso perduto la Lucania
Tra i calanchi onnipresenti di Dio.
L’Eremita triste del paese abbandonato
E tornerò al paese
Come eremita triste e abbandonata
Tornerò sui passi della giovinezza
A cercare lo sposo smarrito.
Nella calura dei meriggi
Ascolterò il canto degli uccelli
E saranno le cicale
Che mi spaventeranno
Della fine di questo uomo.
Sinceri pensieri
Apriranno le zolle
Dove un tempo
Mio padre ha seminato il grano;
Guarderò impotente
Crescere la zizzania
Ma mi consola
La parola del poeta
Che sgorgherà ancora
Dal pozzo delle origini .
Vorrei scolpire parole per te madre
Vorrei scolpire parole per te madre
Come nuvole che puntano il cielo
E diventano immagini di un sogno.
Vorrei fissare per te una pietra
Di emozioni vissute
Ma il sole tramonta
E il padre e l’asino tornano a casa
Senza più allegria.
Vorrei che il tempo
Fosse per sempre…
L’epitaffio del bene
Come pietra angolare
Nella tua anima.