FERNIROSSO WebBLOCK/ L’idea è che Natale sia Natale
dicembre 1, 2010
Il mio contributo alla rubrica qui:
http://fernirosso.wordpress.com/2010/11/28/l%E2%80%99idea-e-che-natale-sia-natale-n16-maria-pina-ciancio/#comment-7331
Per chi volesse partecipare all’iniziativa:
http://fernirosso.wordpress.com/2010/11/25/lidea-e-che-natale-sia-natale/
“Storie minime” su Tellus Folio
giugno 18, 2009
Su TELLUS FOLIO – Supplemento telematico quotidiano di Tellus (18-05-2009), diretto da Claudio De Scalzo, nella rubrica Scaffali Letterari è apparsa una segnalazione alle “Storie minime” (con stralci della postafazine di Sannelli e qualche testo poetico scelto).
Riferimento all’articolo:
http://www.tellusfolio.it/index.php?prec=%2Findex.php%3Flev%3D57&cmd=v&id=8931
IL PONTE
Settimanale Cattolico dell’Irpinia
Anno XXXV – n. 20
Sabato, 23 maggio 2009
Nella rubrica ‘Lo scaffale Letterario’ (p.14) a cura di Antonieta Gnerre è stata pubblicata una mia poesia tratta da ‘La ragazza con la valigia’ (Ed. LietoColle 2008).
Riferimenti
http://www.ilpontenews.it/
Il senso delle parole tra limite e bisogno
aprile 12, 2007
La poesia è l’esperienza di una soglia/ dello stare nei difficili confini/ del chiaro e dello scuro (M. P. Ciancio)
STANZA 2211
Inciampo tra i fogli
pesanti e accartocciati
nella stanza
Una notte d’inchiostro
non basta a cambiare la vita
fino a ieri
*
IL POETA SCALZO
Sotto la luce nudo
spoglio come un melo
attraversato da rughe
verticali
*
LA PAROLA PER RICOMINCIARE
Portatemi via tutto
(i sogni, l’anima, la felicità)
ma lasciatemi in segreto
la parola per ricominciare
*
ARABESCHI DI PAROLE
Andare o restare
Possibilità di scegliere
fin dove arrivano arabeschi di parole
*
IL DESTINO DELLE PAROLE
Il destino delle parole
è morire senza storia
e senz’anima
schiacciate tra le pareti bianche
dei ricordi
dove riscrivo memorie
pregando senza saperlo
*
LA PAROLA ASSENTE
Ho gli occhi freddi
di parole riscritte
fino all’astrazione
dell’incomprensione
*
LA CODA DEL SERPENTE
La scrittura è un compromesso tra una libertà e un ricordo…
Una fuga
(incognita e banale)
per non scivolare
ancora dentro parole
consumate e ambigue
chiuse in un transfert
divorante all’indietro
[Sulla scrittura]
C’è in questi versi tratti da “Il gatto e la falena” un bisogno di riflessione sul linguaggio e sul senso della parola, che da una parte nega, perchè abusata, soggetta a fraintendimenti ed incapace di esprimere l’essenza fino in fondo, e dall’altra salva; in un’oscillazione continua tra LIMITE e BISOGNO che confesrisce al testo tensione e dinamismo.
